RenRen, Youku, Sina ed altri cloni

Quasi nessuno dei Social Media che si usano in Italia e’ accessibile in Cina. Facebeook, You Tube, Google Groups ed altri sono bloccati e l’accesso e’ possibile solo tramite le cosidette VPN (Virtual Private Network), che sono servizi a pagamento tramite i quali la propria conessione ad Internet viene re-indirizzata su altri server e percio’ consente di scavalcare la “Grande Muraglia”.

Social Media in Cina

Il fatto che Facebook sia bloccato, purtuttavia non ha per nulla generato panico nella utenze ciniese, che ha saputo create dei cloni perfettamente funzionanti e talvolta anche meglio strutturati degli originali.
Che piaccia o no, l’Italia e’ schiava di Roma (un piccolo omaggio ai nostri 150 anni con una citazione dell’inno), ma e’ soprattutto schiava dei Social Media creati e concepiti altrove. Noi non abbiamo un nostro social media, non abbiamo un nostro motore di ricerca, non abbiamo un nostro youtube. Se un giorno, per un motivo o per un altro, non dovessimo avere piu’ la possibilita’ di usare quanto prodotto in America…che si fa? Dove si va? Non oso immaginare i casi di depressione che una evenienza del genere potrebbe creare.
Fatto sta che in Cina, anche grazie alla forte censura del governo locale su diversi media internazionali, il problema non si pone.
Andiamo a scoprire, uno ad uno, i piu’ importanti di questi Social Media made in Cina.
Partiamo dai cloni di Facebook:
RenRen (precedentemente chimato Xiaonei), ha copiato il modello ed anche il layout di Facebook: anch’esso nacque come progetto studentesco ed si e’ poi esteso su scala nazionale.
Kaixin001 si indirizza soprattutto ai colletti bianchi e a tutti coloro che hanno meramente lavoro di ufficio, fornendo un’ampia gamma di divertimenti vari e giochini on-line.
Qzone si basa soprattutto sull’immenso successo di QQ, la piattaforma chat che compete a livello mondiale con MSN e Skype.
• 51.com si e’ imposta all’attenzione generale partendo dalle piccole e medie citta’ per poi raggiungere I grandi e famosi centri della Cina.

 

 

Leave A Comment