Dai Pennelli al Computer

I caratteri cinese i erano inizialmente PITTOGRAMMI, vale a dire disegni assunti convenzionalmente come elementi di scrittura o come segnali di qualcosa. Ad esempio, il carattere che significava UOMO in effetti somigliava alla rappresentazione molto elementare di un essere umano a braccia aperte.
Nel corso degli anni, questi segni si sono rifiniti, semplificati, modernizzati tanto che molti di essi sono difficilmente riconoscibili come immagini.

Ci sono approssimativamente 80.000 caratteri cinesi , contro le nostre 21 lettere dell’alfabeto o contro le 26 dell’alfabeto inglese.

Nell’era moderna, laddove sono tante le aziende e le università italiane che guardano alla Cina come un mercato basilare, diventa sempre più importante capire come usare la tipografia cinese nell’ambito della grafica e del design allo scopo di poter comunicare testualmente e graficamente con il target cinese.

In sostanza, se una grande università italiana desidera reclutare 100 studenti cinesi per un Master (garantisco che sono un sacco di soldi, un ottimo business) e si trova nella situazione di dover creare una serie di strumenti di marketing per poter comunicare con questo target, dovrà necessariamente provare a farlo in modo da essere appetibile, comprensibile e stilisticamente valido. Non basta la mera traduzione dall’italiano al cinese, serve molto ma molto di più.

calligrafia

Maestro Wei Yuan all'opera

A questo si aggiunga che, in un paese con un così rapido sviluppo economico, il bisogno di stampare per comunicare è enorme. Ne consegue che anche i macchinari di stampa si sono rifiniti, dando così modo ai designer locali di sperimentare l’uso di nuove forme di font digitali che vanno ad arricchire i già numerosi stili provenienti dalla tradizione a pennello.

Opera del Maestro Wei Yuan